Mamma, da grande voglio fare l’influencer! O forse no.

14 Aprile 2019

Voglio prendere spunto dai video di Osservatricescaltra per fare un po’ di Sano Sputtanamentoโ„ข anch’io.

Sono una blogger sconosciuta, non ho grosse pretese, faccio il mio. Ho sempre preso il blog come un semplice hobby (anche se molto impegnativo), non ho mai voluto diventare una MUA professionista, non ho mai voluto espormi troppo perchรฉ alla privacy ci tengo forse anche troppo.
Sono una persona semplice e tale vorrei rimanere.
Certo, piacerebbe anche a me poter guadagnare esclusivamente tramite questa piccola attivitร , ma la realtร  รจ un’altra, almeno per ora.


La realtร  รจ quella di cui parlano Pretty Pastel e Samantha Ravndahl.

In soldoni: il business รจ business, non gliene frega niente di sentimenti e talento.
Che cosa tristissima, eh?

Circa 10 anni fa, che non sono pochi, sono stata contattata da un’azienda che mi chiedeva di collaborare in quanto colpita dalle mie belle foto (all’epoca erano tutto fuorchรฉ belle, questo va detto).
Capirai, non mi sembrava vero e ovviamente ho accettato, precisando che avrei riportato nei miei articoli solamente ciรฒ in cui credevo, in totale onestร  e trasparenza. Devo dire che da questo punto di vista nessuno ha mai avuto da controbattere.
Ho sempre avuto molta libertร  sia nello scrivere, sia nel pubblicare le mie recensioni secondo le mie scadenze.

Allora qual รจ stato il problema?
Beh, intanto a un certo punto รจ iniziata la differenziazione fra blogger (o influencer, come volete) di serie A e di serie B.
Ricordo benissimo che uscรฌ un prodotto importante, tanto tempo fa, e ci (a noi meno famose) dissero che non l’avremmo ricevuto per mancanza di scorte, qualcosa del genere. Onestamente la cosa ci lasciรฒ assai perplesse, ma non fu difficile capire, soprattutto dai video in circolazione, a chi erano andati questi lanci cosรฌ attesi e perchรฉ.
Un altro motivo รจ che mi sono sentita sempre in difetto nei confronti dell’azienda da quando ho cominciato a evitare gli eventi. E qui si apre un vasone di Pandora.

A volte ho voluto evitare, mentre altre volte ho dovuto, e sono due cose ben distinte.
Dal mio punto di vista, l’hanno sempre presa come un non aver voglia di partecipare, un po’ come quando all’universitร  non hai obbligo di frequenza ma si straniscono se non ti presenti perchรฉ devi farti vedere a lezione.
Sicuramente sono risultata pesante e anche un filo esagerata, ma se ho parlato in certi termini รจ perchรฉ ho oggettivamente avuto motivazioni molto importanti per non palesarmi, quando non รจ dipeso da me.
Quando la cosa รจ stata voluta, invece, si รจ trattato di altro. Non mi sono mai sentita a mio agio in mezzo alle giovani bellone che occupano la scena al giorno d’oggi, non mi sono mai sentita a mio agio perchรฉ รจ sempre mancata l’interazione (e l’integrazione) fra blogger e tubere, non mi sono sentita mai a mio agio perchรฉ bene o male le altre si conoscevano tutte mentre io ero sempre da sola – salvo 2-3 persone con cui sono ancora in contatto.
Detto questo, gli eventi a cui ho partecipato sono stati ben organizzati sotto tutti i punti di vista, compreso quello culinario. Grazie!

Un altro problema, il piรน grande, รจ stato il modo in cui mi hanno scaricata.
รˆ vero, non ho mai avuto un rapporto super costante con le responsabili, ma รจ sempre stato tutto molto tranquillo e c’รจ sempre stato rispetto da entrambe le parti.
Tale rispetto รจ venuto a mancare nel momento in cui mi รจ stato detto, parafrasando, che mi hanno mollata perchรฉ non recensivo piรน i prodotti da tempo. Ecco, la realtร  delle cose รจ un’altra.
Ho sempre fatto presente che c’erano problemi (privati) di un certo rilievo che ovviamente avevano la prioritร  assoluta su tutto, ma casualmente non ho mai ricevuto risposta a tre quarti delle mail che inviavo. Mi dicevo: “Ci sta, sono indaffarati, parliamo di un’azienda grossa” e mi ripetevo che non avendo mai ricevuto particolari pressioni, casomai mi avrebbero ricontattata loro. Seh, col cavolo.
Non mi hanno mai calcolata nemmeno quando domandavo informazioni su alcuni dei loro prodotti.
Il culmine รจ stato raggiunto quando, a forza di mandare mail e messaggi, una delle responsabili ha candidamente ammesso di non ricordare nemmeno chi fossi. Ho capito che non sono la Ferragni, perรฒ mi avete ingaggiata voi, eh. Allora in questi anni con chi parlavo?

C’รจ qualquadra che non cosa.

Mi รจ dispiaciuto perdere una collaborazione cosรฌ importante perchรฉ, ingenuamente, pensavo di aver trovato dall’altra parte un qualche rapporto umano che evidentemente non รจ mai esistito. E sรฌ, resto stupita perchรฉ non collaboravamo in duemila, eravamo relativamente poche.
Quanto ai prodotti che ricevevo e recensivo, non c’รจ problema: il mondo non รจ solo pieno di influencer, ma anche di altrettanto validi brand.
Credo che prima di arrivare a dire “Questa qua non scrive piรน e non ci ha nemmeno avvisati”, sia il caso di leggere la posta e magari rispondere “Okay, grazie per avercelo detto, ci dispiace ma stando cosรฌ le cose dovremo interrompere i rapporti”. L’avrei trovato piรน corretto. Se nessuno apre bocca, posso anche pensare che non sia un problema.
Dopo quasi 10 anni, mi รจ sembrato un po’ come dire: “Questa vuole accattarsi la roba gratis senza produrre, mandiamola a cagare”. Mah.
Non pretendevo il classico pacco di addio (dalla regia mi dicono che le agenzie/aziende serie fanno anche queste cose), ma un po’ di educazione me la meritavo anch’io.

Se avessi un’azienda mia terrei certamente conto del profitto, ma presterei ancheย molta, moltissima attenzioneย a farmi rappresentare da certi elementi, poco professionali, poco istruiti e pure poco competenti. Purtroppo viviamo nel paese dei balocchi, dove conta solo l’apparenza e/o il numero di follower hai sui social, poi se non sai usare il congiuntivo o non sai che “qual รจ” si scrive senza apostrofo, sticazzi.
D’altra parte viviamo nel secolo in cui la massima aspirazione di un essere senziente รจ quella di partecipare al Grande Fratello…

Sapete che vi dico?
Sono fierissima di essere una microinfluencer – ho scoperto che adesso si dice cosรฌ.
Sono orgogliosa di poter parlare liberamente di tutti i prodotti che voglio, senza sottostare a condizioni che minacciano la mia integritร  personale
– e con questo non mi riferisco alla mia ex collaborazione.
Sono felice di non essere cercata da centinaia di brand (o agenzie che lavorano per conto di brand) se il mio ruolo deve essere solo quello di generatrice di profitti, senza uno scambio umano di qualche tipo.

Lo so, con questa testa non potrรฒ mai andare oltre, e forse mi sono illusa che ci si riuscisse e che si potesse creare qualcosa di diverso. Non ditemi che “Fanno tutti cosรฌ” perchรฉ ioย non lo accetterรฒ mai.
A lion doesn’t concern himself with the opinion of aย sheep, diceva il buon Tywin.
Sfido le dure leggi dell’economia, ma preferisco tenermi la mia piccola povera coscienza luccicante a prova di Mastro Lindo, piuttosto che diventare miliardaria e sentirmi vuota dentro.
Poi oh, se riuscissi a combinare entrambe le cose…

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